(di Giulia Bertollini)
“Fulvio Lucisano è stato un uomo a
cui devo molto, il produttore che nel 2011 ha creduto in me e mi
ha fatto esordire alla regia con Nessuno mi può giudicare. Un
uomo a cui ero profondamente affezionato e che non posso che
ringraziare per tutto quello che ha fatto”. Così Massimiliano
Bruno, raggiunto dall’ANSA, ricorda Fulvio Lucisano, il
produttore cinematografico scomparso all’età di 98 anni. Il
primo incontro tra Bruno e Lucisano risale alla sceneggiatura di
Notte prima degli esami. “Ero nel suo ufficio con la
sceneggiatura e c’era anche Federica. Fulvio mi diede dei
consigli, cercando di capire come si potesse migliorare la
sceneggiatura”, racconta il regista e sceneggiatore. Da
quell’incontro sarebbe nato un sodalizio durato molti anni e
legato ad alcuni dei maggiori successi della commedia italiana
contemporanea.
“Con lui e con sua figlia Federica abbiamo condiviso tanti
successi per il cinema – prosegue il regista e sceneggiatore -.
Dai film che avevo scritto per loro, come Notte prima degli
esami, Maschi contro femmine, Ex, fino agli ultimi lavori come
il mio film Due cuori e due capanne con Edoardo Leo”. Bruno
rivolge il suo pensiero alla famiglia del produttore: “Sono
addolorato per Federica, per Paola e per il piccolo Manfredi, il
figlio di Federica, che era molto affezionato al nonno”.
Per Bruno, Lucisano è stato anche una figura centrale nella
storia della commedia italiana: “Per la commedia italiana Fulvio
è stato uno dei produttori pilastro. È stato importante nel
periodo tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta e poi nel
grande rilancio della commedia italiana a partire da Notte prima
degli esami nel 2005. Spero possa essere un esempio per i
produttori futuri. Ha fatto la storia di un certo tipo di
commedia in Italia e con lui hanno esordito Massimo Troisi,
Fausto Brizzi e tanti altri”.
Tra i ricordi, ne conserva uno in particolare: “Forse l’ultima
cosa seria e importante che mi ha detto è stato un consiglio. Mi
ha detto che i tempi erano cambiati e che avrei dovuto pensare
di fare un film che potesse uscire in tutto il mondo e non solo
in Italia perché era cambiato il vento. Mi diceva che dovevo
essere sempre ambizioso. È una grande verità che mi disse una
decina di anni fa. Non è stata l’ultima cosa che mi ha detto, ma
è quella che mi è rimasta più impressa”.
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