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Home Cultura

Blazy spicca il volo da Chanel tra i mille volti di Coco

di Redazione Economia Moderna
06/10/2026
in Cultura
Blazy spicca il volo da Chanel tra i mille volti di Coco

Il Grand Palais a Parigi trasformato
in un cielo notturno percorso dal volo di decine di enormi
gabbiani, accoglie la sfilata della collezione Primavera/Estate
2025 di Chanel firmata da Matthieu Blazy, il giovane direttore
creativo che ha sostituito Virginie Viard dal 2025.
   
Blazy ha voluto rendere ancora una volta un omaggio alla
fondatrice della celebre maison, interpretando attraverso i suoi
abiti i mille volti di Gabrielle Chanel. “Nel corso della loro
vita – spiega lo stilista – le donne diventano molteplici
identità, diverse facce della stessa medaglia. È come un gioco,
dove un’identità conduce a un’altra. Si tratta delle donne
dentro una donna. E qui, si tratta di una donna, Gabrielle, che
poi è diventata Chanel”.
   
Nella collezione, la giovane Gabrielle si trasforma nelle
diverse donne Chanel che diventerà. Ognuna di esse racchiude
l’altra, una storia stratificata di sé stesse all’interno di una
storia stratificata degli abiti che ha indossato. Questo è il
suo personale percorso nella moda: dalle rigide costrizioni
della corsetteria e della sartoria edoardiana che un tempo
accettava e contro cui si ribellava, alle sue idee
rivoluzionarie e riconfigurate di tailleur, indossati con
leggerezza e disinvoltura.
   
Blazy ha dunque ripercorso gli esordi di Gabrielle fino agli
ultimi anni della sua carriera, dalla presentazione della
biancheria intima in jersey all’inizio della collezione fino al
suo lavoro del dopoguerra sul tailleur, qui indossato come una
seconda pelle a contatto con la pelle nuda, leggero come un
profumo.
   
Dalla costruzione alla decostruzione, ritorna la sua
rivelatrice esplorazione della sartoria maschile: abiti formali
da uomo, sia da giorno che da sera, vengono tagliati a vivo come
gilet, indossati con pantaloni o riconfigurati in tailleur con
gonna a tubino. Il mondo maschile irrompe in quello femminile
con abiti da sera in stile anni Trenta, impreziositi da
paillettes e tagliati in sbieco, oppure lavorati a maglia e
ricamati con perline, così leggeri da poter essere indossati con
la stessa facilità di una t-shirt. I paradossi della femminilità
sono al centro di ogni creazione.
   
Eppure, forse l’ effetto più sorprendente si manifesta quando
imita il movimento ondulatorio delle formazioni nuvolose,
ottenuto sovrapponendo diversi spessori di trasparenze di seta
stampata e ritagli ondeggianti. Segna il mattino, l’ora d’oro e
il tramonto; il trascorrere del tempo. Simboleggiata
dall’uccello, in particolare dal rondone e dalla rondine, la
libertà prende il volo attraverso gli abiti, a volte
manifestandosi nella sua incarnazione aviaria in bottoni,
gioielli e ricami. Ma è nello sviluppo dei tessuti e della
maglierie che si rivela la maestria dell’atelier. Il nuovo
“tweed smocked” più leggero grazie all’elasticità, trasforma il
tailleur Chanel rendendolo leggero, moderno e sexy, con la
giacca corta portata a pelle nuda e chiuso solo da una catenella
altezza seno, e la gonna lunga oltre il ginocchio, con
spacchetti vari per mostrare le gambe, che parte da sotto
l’ombelico, per evidenziare l’ondeggiare dei fianchi.
   
Le borse. A partire da Dyanira Hurbuscher, che tiene in mano
la borsa 2.55 appartenuta a Gabrielle Chanel e proveniente dagli
archivi Patrimoine, la collezione ritorna a questo modello alla
fine della sfilata, indossato dalla stessa modella.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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