Ascolta la versione audio dell’articoloFigura di spicco nel panorama dell’urbanistica italiana e della difesa del patrimonio storico e ambientale, l’architetto e urbanista Bernardo Rossi Doria è morto all’età di 91 anni a Roma, dove era nato il 14 maggio 1934.L’annuncio della scomparsa, avvenuta venerdì 27 marzo, è stato dato, come riferisce l’Adnkronos, dalla famiglia, con la moglie Gaia Pallottino. Laureatosi in Architettura a Roma nel 1960, fu tra i fondatori dello studio Aua – Architetti e Urbanisti Associati. Collaborò a lungo con l’Istituto Nazionale di Urbanistica e con l’associazione ambientalista Italia Nostra, di cui fu segretario generale con lo scrittore Giorgio Bassani presidente dal 1969 al 1976.Loading…Il ruolo come urbanistaRossi Doria ha partecipato a numerosi progetti di piani regolatori, tra cui quelli di Zafferana Etnea, Carini, Cutro e Orvieto, e ha promosso interventi di tutela del paesaggio in diverse regioni italiane. Bernardo Rossi Doria ha accompagnato la sua attività professionale con una lunga carriera accademica: dopo esperienze negli Stati Uniti, tra Mit di Boston e University of New Orleans, tornò in Italia dove insegnò nelle università di Reggio Calabria e Palermo, diventando professore ordinario e direttore del Dipartimento Città e Territorio.L’impegno pubblicoRossi Doria è stato promotore della formazione di nuove generazioni di urbanisti, coordinando dottorati e corsi di laurea in pianificazione urbana, territoriale e ambientale. Oltre alla carriera accademica, ha svolto un’intensa attività politica e amministrativa. Fu assessore al Comune di Roma nella giunta comunale del sindaco Luigi Petroselli nel 1981, con deleghe al Tevere, al Giardino Zoologico, al Litorale, al Turismo e allo Sport. Ha collaborato come consulente per istituzioni nazionali e internazionali, tra cui il Consiglio d’Europa e il Ministero dei Lavori Pubblici, promuovendo politiche di sviluppo sostenibile e protezione del patrimonio culturale e ambientale.Autore di numerose pubblicazioni, articoli e saggi, ha contribuito al dibattito su urbanistica, tutela del territorio e valorizzazione dei beni culturali su quotidiani e riviste specializzate, tra cui “Il Messaggero”, “Paese Sera”, “Il Manifesto” e “Corriere della Sera”. Fino agli ultimi anni della sua vita, Rossi Doria ha continuato a impegnarsi per la mobilità sostenibile e la difesa del territorio, partecipando a iniziative e comitati come il Coordinamento Associazioni Lazio Mobilità Alternativa e la Società Italiana dei Territorialisti.








