Anna Badkhen per Cronache di un
mondo in movimento (Gramma Feltrinelli), Mohammed El-Kurd per
Vittime perfette e la politica del gradimento (Fandango Libri),
Mathias Enard per Disertare (edizioni e/o), Alaa Faraj per
Perché ero ragazzo (Sellerio), Bao Ninh per Il dolore della
guerra (Neri Pozza) sono i cinque finalisti della 22/a edizione
del Premio letterario internazionale Tiziano Terzani,
riconoscimento istituito e promosso dall’associazione culturale
vicino/lontano di Udine insieme alla famiglia Terzani. Lo ha
annunciato la giuria, riunitasi nella casa fiorentina della
famiglia Terzani.
“Anche quest’anno – afferma la presidente della giuria,
Angela Terzani Staude – la giuria ha selezionato cinque volumi
finalisti che ci aiutano a meglio comprendere le tragedie
collettive e private del nostro tempo: ancora la tragedia della
guerra, divampata ora in Medio Oriente; la sistematica
violazione di ogni diritto a Gaza e la tacita accettazione del
ritiro unilaterale dai trattati internazionali; il consolidarsi
di regimi oppressivi che negano libertà e diritti elementari; i
mutamenti climatici, l’oppressione sociale e i conflitti che
sono alla base delle migrazioni che stanno riplasmando il
mondo”. La premiazione è in programma il 9 maggio a Udine
nell’ambito del Festival vicino/lontano.
Anna Badkhen, nata nell’Unione sovietica, è scrittrice e
corrispondente di guerra. Il suo libro raccoglie 11 reportage di
un’epoca in cui una persona su sette ha lasciato il luogo nel
quale è nata. Mohammed El-Kurd, poeta, scrittore e giornalista,
originario di Gerusalemme Est, nel suo saggio combina
l’esperienza personale con la storia del suo popolo e i
reportage su Gaza. Mathias Enard, scrittore e traduttore
francese, in Disertare intreccia la biografia di un geniale e
mai esistito matematico tedesco, Paul Heudeber, con la storia di
un disertore. Alaa Faraj, di Bengasi, nel 2015 si imbarcò per
l’Italia in una traversata in cui 49 persone morirono soffocate
dentro la stiva. Accusato di essere uno degli scafisti, è stato
condannato a 30 anni. Lo scorso dicembre il presidente Sergio
Mattarella gli ha concesso la grazia parziale. Ha scritto Perché
ero ragazzo in prigione. Bảo Ninh ha vissuto la guerra in
Vietnam sulla propria pelle, arruolandosi. Il conflitto è il
nucleo del suo romanzo.
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