Ascolta la versione audio dell’articoloIn sei anni l’import di gas dall’Algeria è cresciuto del 67% passando da 12 a oltre 20 miliardi di metri cubi nel 2025: il 30% dei i volumi giunti in Italia tramite gasdotto, ai quali vanno aggiunti anche 2,1 miliardi di Gnl – oltre 45 carichi, il 20% del totale di quelli arrivati lo scorso anno nella penisola – che portano l’asticella complessiva al 36% di tutto il gas immesso in rete.Senza contare che, nel solo mese di gennaio, al punto di ingresso di Mazara del Vallo, nel trapanese, sono arrivati altri 1,8 miliardi di metri cubi che confermano l’Algeria come primo fornitore del gas via tubo.Loading…Non a caso, ieri, la premier Giorgia Meloni che è volata ad Algeri per incontrare il presidente Abdelmadjid Tebboune, ha definito il Paese «un partner di assoluto rilievo strategico».I flussi da SudI flussi via via crescenti attraverso il Transmed, realizzato tra il 1977 e il 1983 dall’Eni, hanno di fatto determinato una sorta di rovesciamento della clessidra degli approvvigionamenti.Prima il metano arrivava, infatti, da Nord, Russia in primis, mentre con l’invasione dell’Ucraina nel 2022 da parte di Mosca e l’inizio della crisi energetica, i volumi maggiori sono giunti da Sud: non solo dall’Algeria, ma anche dalla Libia (che, nel 2025, ha rappresentato il 2% della torta degli approvvigionamenti) e, soprattutto, dal Tap, il gasdotto parte del Corridoio meridionale del gas che è entrato in esercizio nel 2020 e che trasporta in Europa i flussi assicurati dal giacimento offshore azero Shah Deniz, situato nel Mar Caspio.








