“Askatasuna è diventata lo
spauracchio perfetto, il nemico perfetto”. Dana Lauriola,
storica attivista dell’ex centro sociale torinese, lo ha detto
oggi in Corte d’Appello nel corso del processo dove insieme a 15
compagni è imputata di associazione per delinquere. La donna ne
ha parlato per rispondere a una domanda sul contenuto di una
intercettazione di alcuni anni fa: “Penso – così ha spiegato il
senso della conversazione – che utilizzare lo spauracchio di
Askatasuna per depotenziare e sminuire il movimento No Tav sia
una strategia molto utilizzata a livello mediatico. E non mi
vede d’accordo. Lo pensavo allora e lo penso oggi”. Lauriola, ha
anche precisato di aver partecipato alle attività del movimento
No Tav della Valle di Susa, dove abita, in maniera “più
continuativa e consistente”. “Per mesi – ha poi sottolineato –
sono stata soggetta a intercettazioni telefoniche e tematiche.
In casa mia furono piazzate tre cimici. Non ho mai auspicato o
evocato violenze o scontri con le forze dell’ordine. Spero che
questo abbia un valore”. Il maxi processo Askatasuna è
terminato, in primo grado, con l’assoluzione degli imputati
dall’accusa di associazione per delinquere.
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