Si è svolta a Washington nei
giorni scorsi la 15ª riunione della joint commission
Italia-Stati Uniti sulla cooperazione scientifica e tecnologica,
presieduta dal dipartimento di Stato statunitense e dal
ministero degli Affari Esteri. Al centro dei lavori, il
rafforzamento della collaborazione in quattro ambiti strategici
per la competitività globale: intelligenza artificiale,
nucleare, materiali avanzati e biotecnologie. Per ciascun
settore sono stati istituiti tavoli tecnici guidati da una
doppia presidenza, italiana e statunitense.
Il tavolo tecnico sulle biotecnologie è stato co-presieduto, per
la parte italiana, da Antonio D’Amore -scienziato della
Fondazione Ri.MED da oltre 15 anni, dove guida il gruppo di
Tissue Engineering e docente universitario a Palermo e
Pittsburgh – che ha coordinato un gruppo di lavoro composto da
rappresentanti di università, enti di ricerca, capitale di
ventura, imprese e reti per il trasferimento tecnologico, tra
cui lo Human Technopole, il Politecnico di Milano, CDP Venture,
il network PerfeTTo.
“Il Biotechnology Working Group nasce per rafforzare una
collaborazione strutturata tra Italia e Stati Uniti, capace di
connettere ricerca, innovazione e capitale e di trasformare
rapidamente l’eccellenza scientifica in soluzioni concrete per
la salute, la competitività industriale e lo sviluppo
territoriale”, spiega Antonio D’Amore.
“La collaborazione tra Italia e Stati Uniti favorisce lo scambio
di conoscenze e competenze nel campo dei brevetti, della
proprietà intellettuale, delle invenzioni e delle applicazioni
cliniche, ma anche la capacità di attrarre investimenti
produttivi”, ha spiegato Paolo Aquilanti, presidente della
Fondazione Ri.MED.
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