Cala il sipario su Dedica 2026
con numeri in crescita e un dialogo che per gli organizzatori è
sempre più aperto e che rafforza il rapporto con il territorio.
E l’ospite di quest’ anno, lo scrittore e reporter francese Sorj
Chalandon, riparte da Pordenone annunciando che il prossimo
libro sarà sull’Irlanda dell”800, “nel tempo della grande
carestia voluta dagli inglesi, che provocò un milione di morti e
costrinse un milione e mezzo di persone a emigrare”.
Gli appuntamenti hanno fatto registrare il sold out, con 8
mila presenze complessive e più di 800 mila visualizzazioni sui
canali social.
Chalandon ha detto di aver trovato a Dedica (32/a edizione)
una spinta nuova verso la scrittura, “non un festival ma una
famiglia”, sentendosi “accolto, protetto”, e oggi pronto a
ripartire “più forte, con le stelle negli occhi; ce le avete
messe voi, a Pordenone”.
Questa edizione del festival – come sempre articolato in una
settimana dedicata a un autore – è giudicata significativa anche
perché primo grande evento culturale della stagione nel cammino
verso Pordenone Capitale della Cultura 2027. Il curatore,
Claudio Cattaruzza, parla di “un appuntamento che oltre
confermare la qualità straordinaria della scrittura di
Chalandon, ne ha rivelato una dimensione incredibilmente umana,
fatta di sensibilità rara, restituita in ogni incontro e
ricambiata dal pubblico”.
Per la sua presenza sono stati coinvolti anche 1.800 studenti
nelle attività dedicate alle scuole. Chalandon ha anche
partecipato a un incontro pubblico con don Gino Rigoldi (storico
cappellano del carcere minorile Beccaria di Milano) e il rapper
Kento, impegnati nel lavoro con i minori in contesti difficili.
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