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Home Economia Italiana

Borse sottotono sul finale di settimana, a Milano pesano le banche

di Redazione Economia Moderna
27/02/2026
in Economia Italiana
Borse sottotono sul finale di settimana, a Milano pesano le banche

Chiude in rosso l‘ultima seduta della settimana Piazza Affari, appesantita dalle banche, mentre terminano miste le altre Borse europee, con rialzi a Londra e Amsterdam, ribassi a Madrid e titoli poco mossi a Francoforte e Parigi. L’attenzione degli investitori è rimasta sulle numerose trimestrali in uscita, sulle tensioni geopolitiche (il terzo ciclo di negoziati sul nucleare tra Stati Uniti e Iran a Ginevra si è concluso senza progressi rilevanti) e sui timori per gli effetti dell’intelligenza artificiale su molteplici settori.
A Milano hanno pesato i crolli di MPS e Mediobanca. Stamattina la banca senese ha presentato il nuovo piano, puntando a un utile netto adjusted di 3,7 miliardi nel 2030, dai 2,4 miliardi del 2025. La banca svelerà il 10 marzo i dettagli dell’offerta in azioni per acquisire il restante 14% di Mediobanca e delistarla. Intanto, Giorgia Meloni ha detto che il ruolo del governo italiano in Banca Monte dei Paschi di Siena “è terminato”.
Sul fronte macroeconomico, in Germania a febbraio il tasso di disoccupazione è rimasto invariato al 6,3%, mentre l’inflazione flash armonizzata ha rallentato a +2% da +2,1%. Negli Stati Uniti a gennaio i prezzi alla produzione hanno sorpreso al rialzo con variazioni di +0,5% m/m (contro +0,3% atteso e +0,4% precedente) e di +2,9% a/a (contro +2,6% atteso e +3% precedente) per la misura headline.
I principali indici
Tra le principali Borse europee trascurata Francoforte, che resta incollata sui livelli della vigilia, giornata moderatamente positiva per Londra, che sale di un frazionale +0,37%, e giornata fiacca per Parigi, che segna un calo dello 0,47%. Prevale la cautela in chiusura a Piazza Affari, con il FTSE MIB che archivia la seduta con un calo dello 0,45%; sulla stessa linea, depressa nel finale il FTSE Italia All-Share, che chiude sotto i livelli della vigilia a 49.910 punti. Leggermente negativo il FTSE Italia Mid Cap (-0,4%); consolida i livelli della vigilia il FTSE Italia Star (-0,2%).
Le azioni italiane
Tra le migliori azioni italiane a grande capitalizzazione, si muove in territorio positivo Saipem, mostrando un incremento del 2,61%. Denaro su Stellantis, che registra un rialzo del 2,40%. Bilancio decisamente positivo per Prysmian, che vanta un progresso del 2,35%. Buona performance per A2A, che cresce del 2,18%. Le peggiori performance, invece, si sono registrate su Banca MPS, che ha chiuso a -6,76%. Sessione nera per Mediobanca, che lascia sul tappeto una perdita del 6,24%. Soffre Banco BPM, che evidenzia una perdita del 3,02%. Preda dei venditori Banca Popolare di Sondrio, con un decremento del 2,80%.

Tra i protagonisti del FTSE MidCap, ERG (+4,18%), Cembre (+3,16%), IREN (+2,90%) e Pharmanutra (+2,76%). I più forti ribassi, invece, si sono verificati su Safilo, che ha archiviato la seduta a -3,87%. In perdita Brembo, che scende del 3,82%. Si concentrano le vendite su Comer Industries, che soffre un calo del 3,75%. Vendite su Avio, che registra un ribasso del 3,02%.
L’emissione del BTP Valore
Sale l’attesa per il nuovo BTP Valore, titolo di Stato nominale dedicato ai risparmiatori individuali, a tasso fisso con durata 6 anni (scadenza marzo 2032). La struttura è a step-up: i tassi per le cedole sono prefissati per i primi due anni e aumentano per i successivi due e, nuovamente, per gli ultimi due (meccanismo 2+2+2).
I tassi minimi garantiti, comunicati oggi, sono pari rispettivamente a 2,50%, 2,80% e 3,50% per un rendimento medio complessivo di circa 2,93%, superiore di 17pb rispetto al nominale corrispondete. La distribuzione delle cedole sarà trimestrale e il premio fedeltà sarà pari allo 0,8% del capitale investito, che porta il rendimento a scadenza al 3,07%, calcola Intesa Sanpaolo.
L’incertezza sui dazi
Donald Trump ha annunciato che avrebbe sostituito i dazi IEEPA, ormai illegali, con un dazio universale del 15% ai sensi della Sezione 122 per i prossimi 150 giorni, ma per ora è stata emanata solo un’aliquota ridotta del 10%.
Il rappresentante commerciale statunitense Jamieson Greer ha tracciato la strada da seguire, segnalando che l’aliquota potrebbe salire al 15% o più per “alcuni paesi”. Guardando oltre il periodo di 150 giorni, il mix tariffario a lungo termine includerà una combinazione di dazi specifici per Paese ai sensi della Sezione 301 e misure specifiche per prodotto ai sensi della Sezione 232, entrambe imponibili dal Presidente e dall’USTR senza l’approvazione del Congresso dopo un’indagine. Greer ha osservato che l’amministrazione sta cercando di avviare presto le suddette indagini, ma non ha ancora specificato quali economie saranno prese di mira per prime.
Le tensioni in Medio Oriente
Stati Uniti e Iran hanno proseguito i colloqui a Ginevra. Il Ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Albusaidi, che sta mediando i colloqui, ha affermato che le due parti hanno compiuto “progressi significativi”, ma i risultati concreti non sembrano arrivare. La scorsa settimana, Trump ha affermato che il mondo avrebbe scoperto entro 10-15 giorni se gli Stati Uniti avrebbero fatto ricorso a un’azione militare. La scadenza, vaga, è fissata all’inizio di marzo, ma almeno nel suo discorso sullo stato dell’Unione Trump ha comunque sottolineato la preferenza per una soluzione diplomatica. I colloqui proseguiranno la prossima settimana a Vienna.

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