“Ci sono molte buone ragioni per
scongiurare la progettata riduzione del contributo pubblico a
Radio Radicale, che rischierebbe di condurla all’anemia e alla
chiusura. Perché la radio svolge un servizio di informazione e
di cultura assolutamente insostituibile. Perché non si potrà
scrivere la storia degli ultimi cinquanta anni del nostro Paese
senza attingere al suo prezioso archivio, che deve continuare a
vivere e a rinnovarsi. Perché l’ascolto della radio ci dà anche
molti dispiaceri. Ma questo è il pluralismo. Ecco perché oggi ci
uniamo a quanti vogliono e chiedono che:
viva Radio Radicale”. A scriverlo è Questione giustizia, la
rivista di Magistratura Democratica, dopo gli annunciati tagli
dei fondi a Radio Radicale pari a 4 milioni in meno che ne
comprometterebbero l’esistenza.
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