“Oltre 3600 istanze, 1800 in più
rispetto allo scorso anno, più di 2000 archiviate, di cui 423
con esito positivo che hanno coinvolto 23mila dipendenti
complessivi”. Sono i dati elaborati da Unioncamere e diffusi
oggi in occasione del convegno “La composizione negoziata della
crisi di impresa: il bilancio di 4 anni”, riguardo la
composizione negoziata. La composizione negoziata per la crisi
d’impresa è uno strumento attivo dal 2021 per consentire il
risanamento di aziende in condizioni di squilibrio patrimoniale
o economico-finanziario. Dal 2025, come riporta Unioncamere, è
il principale strumento di soluzione della crisi di impresa.
“È uno strumento di grande utilità – ha detto il segretario
generale di Unioncamere Giuseppe Tripoli -. Siamo nel pieno di
una manovra finanziaria e i tempi che stiamo per vivere non sono
sereni, non solo per il contesto internazionale ma anche
riguardo al sistema produttivo. Il Paese si deve dotare di
strumenti adeguati per salvaguardare le imprese”.
“Serve semplificare molto le procedure e serve potenziare
gli strumenti di transazione – ha aggiunto Tripoli – . Molte di
queste imprese” in crisi “hanno debiti fiscali importanti e
introdurre procedure pratiche ed efficaci per i debiti fiscali
con l’Agenzia delle Entrate può fare la differenza tra un esito
positivo o negativo”.
“La composizione negoziata è stata introdotta come strumento
per le aziende in difficoltà, per aiutarle a rimanere sul
mercato se ci fossero state le condizioni necessarie. Sta
producendo proprio questi risultati”, ha aggiunto. Secondo i
dati riportati da Unioncamere lo strumento è ancora “poco
attrattivo e anche poco efficace per le piccole imprese. Il
tasso di successo in questo caso è pari al 9%, ben al di sotto
del livello medio”, ha concluso Tripoli.
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