S&P ha rivisto l’outlook su Israele
da negativo a stabile, con i rating “A/A-1” confermati.
Secondo l’agenzia l’accordo di cessate il fuoco tra Israele e
Hamas, mediato dagli Stati Uniti, potrebbe offrire spazio per
una de-escalation militare e ridurre la probabilità di tensioni
su larga scala a Gaza e nella regione in generale. “Ciò potrebbe
allentare la pressione sull’economia, sul mercato del lavoro e
sulle finanze pubbliche di Israele”, spiegano gli analisti di
S&P.
“Le prospettive stabili riflettono la nostra convinzione che
la de-escalation militare, supportata dall’accordo di cessate il
fuoco tra Israele e Hamas, abbia ridotto il rischio immediato
per la sicurezza di Israele. Le prospettive riflettono la nostra
ipotesi che la portata dello scontro militare diretto rimarrà
contenuta, anche se le tensioni tra Hamas e Israele
persisteranno e il più ampio contesto di sicurezza regionale
rimarrà fragile”, aggiunge S&P.
Secondo l’agenzia di rating statunitense “i punti di forza
del credito di Israele includono la sua economia ricca e
diversificata, la sua considerevole posizione patrimoniale netta
sull’estero e i benefici derivanti da impostazioni monetarie
flessibili e da una riserva relativamente ampia di risparmi
interni”.
La de-escalation militare spingerà la crescita del Pil reale
di Israele al 5% nel 2026, conclude S&P.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA









