Un nastro bianco sulla bocca, come
a dire: ci avete zittite. Delle cittadine si sono presentate
così stamattina all’inaugurazione e apertura al pubblico del
nuovo ingresso del Parco di Tor Marancia, in piazza Lante, a
Roma.
Una protesta finora silenziosa, iniziata durante il discorso
del presidente del Municipio VIII, Amedeo Ciaccheri, che ha
ricordato che “dopo una lunga battaglia questo parco viene
riaperto alla città in una veste e forma nuova. In questa
settimana riecheggiano memorie che si sono sbiadite nel corso
degli anni. Giorni in cui riecheggiano i nomi di chi fece
battaglia per dare un destino differente a quest’area. E non è
stata una battaglia a costo zero. Diverse forze politiche di
diverso schieramento hanno lottato per vedere riqualificata
quest’area”.
“Questo è un parco usato dalla popolazione, esempio di
cittadinanza attiva, la gente cura il parco, c’è frequentazione
e controllo – ha detto all’ANSA
Anna De Martini, abitante dell’area che sta partecipando alla
contestazione -. Sono almeno trent’anni che cercano di
cementificare. Ora ci stanno spiegando che il verde si protegge
con la cementificazione, che hanno cementificato altrove per poi
cementificare pure qui. In trent’anni ho visto i tentativi, che
avevano cominciato a costruire, per dieci anni ci sono stati i
materiali di costruzione, c’è stato sempre qualcuno che è
riuscito a bloccarlo notando nel progetto cose illegali. Questa
ora è tutta demagogia per aprire la strada alla cementificazione
e impossessarsi delle ultime zone che la popolazione usa e cura.
La cosa terribile è che la sinistra vuole questo. Questo parco
cos’ha di sbagliato? Che non si guadagna. Non ci fanno
protestare qui, infatti siamo qua fuori dall’ingresso con uno
striscione. Ecco perché abbiamo il bavaglio”.
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