(di Gianluigi Basilietti)
Dalle onde del porto di Ancona alle
colline leopardiane di Recanati, un itinerario attraverso le
città che custodiscono l’anima culturale delle Marche: un
mosaico di arte, musica, poesia e innovazione che intreccia
passato e futuro. È un viaggio che parte dal mare e si arrampica
fino ai monti, quello che attraversa le Marche dei teatri, dei
musei, delle piazze. Una regione che ha fatto della cultura un
linguaggio quotidiano, capace di unire la bellezza
rinascimentale dei suoi palazzi alla vitalità dei festival e
alla sperimentazione dei centri contemporanei.
Ad Ancona, la Mole Vanvitelliana e il Museo Omero – unico in
Europa a rendere l’arte accessibile al tatto – raccontano una
città che guarda avanti, mentre la candidatura a Capitale
italiana della cultura 2028 apre nuovi orizzonti di
partecipazione e creatività. Da lì lo sguardo sale verso Urbino,
la città ideale del Rinascimento, dove il Palazzo Ducale torna a
mostrare lo Studiolo di Federico da Montefeltro, scrigno di
intarsi e saperi umanistici riaperto dopo anni di restauri.
Più a nord, Pesaro – Capitale italiana della cultura 2024 –
ha saputo trasformare l’eredità di Rossini in un laboratorio di
futuro, con un bilancio record di presenze e progetti che
puntano già all’Europa 2033. Nel cuore della regione, Macerata
celebra la sua identità musicale con lo Sferisterio, tempio
lirico che ogni estate si reinventa tra opera, contaminazioni
pop e nuove tecnologie sceniche.
Verso sud, Ascoli Piceno custodisce una delle piazze più
eleganti d’Italia, Piazza del Popolo, appena valorizzata da una
nuova illuminazione che esalta il travertino e le geometrie
rinascimentali, mentre la Quintana continua a evocare fasti
cavallereschi e senso di appartenenza.
Infine Recanati, la città dell’Infinito, dove la poesia di
Leopardi torna a vivere nei tre manoscritti appena restaurati e
nell’Orto delle Monache restituito al pubblico dal Fai. Un luogo
in cui la parola e il paesaggio si fondono in un’unica visione,
come se il tempo avesse deciso di fermarsi per ascoltare il
silenzio del colle.
Ogni tappa di questo itinerario culturale dimostra come le
Marche non siano soltanto una regione di straordinaria bellezza,
ma una comunità che investe nella conoscenza, nell’arte e
nell’accessibilità. Una terra che non si limita a conservare, ma
che rinnova, apre, accoglie, costruendo giorno dopo giorno un
nuovo Rinascimento contemporaneo.
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