Droni ucraini hanno attaccato oggi un’area industriale 1.500 chilometri entro il territorio russo e un’esplosione si è verificata in un impianto petrolchimico. Lo hanno riferito le autorità locali, citate dall’agenzia Interfax. L’esplosione è avvenuta nell’impianto petrolchimico di Sterlitamak, nella Repubblica della Baschiria. Secondo l’amministrazione cittadina, è parzialmente crollata una struttura per il trattamento dell’acqua dove lavoravano cinque persone, ma non sono segnalati morti o feriti. Il governatore della Baschiria, Rady Khabirov, citato dall’agenzia Interfax, ha detto che due droni sono stati abbattuti su Sterlitamak e che i detriti sono precipitati sull’area industriale. Secondo il governatore, gli impianti situati in quest’area continuano normalmente l’attività.
Il ministero della Difesa russo sostiene che le sue truppe abbiano tolto ai soldati ucraini il controllo di 35 edifici a Pokrovsk: città del sud-est ucraino su cui le forze del Cremlino hanno lanciato un’offensiva e che è ritenuta un importante snodo logistico. Lo riporta la Tass. Le dichiarazioni di Mosca non sono confermabili in maniera indipendente. Il Cremlino sostiene che le sue truppe abbiano accerchiato quelle ucraine, Kiev invece nega che i suoi militari siano stati circondati.
Un aereo da ricognizione dell’Aeronautica Militare statunitense è stato avvistato nello spazio aereo sopra il Mar Nero. Lo rivela, riporta la Tass, il servizio di monitoraggio dei voli Flightradar24. L’aereo è decollato dalla base aerea di Mildenhall nel Regno Unito, ha sorvolato Paesi Bassi, Germania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria e Romania, quindi ha sorvolato il Mar Nero oltre la Crimea ed è tornato indietro. Alle 5:15 ora di Mosca, l’aereo si trovava sopra la base aerea di Mildenhall.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA









