Riasfaltate le grandi strade di
accesso alla città, due giorni di vacanza, città listata a
festa, severi controlli di sicurezza: così il Cairo si appresta
a celebrare l’inaugurazione del Grande museo egizio (Gem),
insieme di primati assoluti, un evento atteso da anni e a cui
l’attualità conferisce l’ulteriore significato politico del
ruolo sempre più centrale che l’Egitto rivendica sullo
scacchiere internazionale.
Al nuovo disegno della skyline di Giza, dove le piramidi
assediate dalla città tentacolare si integrano adesso con il
Grande Museo offrendo una modernissima rilettura dell’antico,
spetterà il compito di rilanciare il turismo, voce chiave
dell’economia egiziana ora in ripresa dopo essere stato
penalizzato dalla situazione mediorientale. Ma anche quello di
offrire per la prima volta a studiosi e curiosi una collezione
senza precedenti. Oltre 5.000 anni di storia raccolti in una
gigantesca teca avveniristica costata oltre un miliardo di
dollari e 20 anni di lavori. Centomila reperti antichi, tra cui
l’intera collezione dei tesori di Tutankhamon, esposti insieme
per la prima volta dalla loro scoperta nel 1922, insieme a
capolavori di diverse dinastie mai esposti prima. Previsti
cinque milioni di visitatori all’anno.
In vista dell’inaugurazione, i media egiziani e le
dichiarazioni ufficiali hanno salutato il “momento storico”,
descrivendo il museo come “il dono dell’Egitto al mondo” e un
“nuovo capitolo nella storia della civiltà egizia, “un
collegamento vitale tra il glorioso passato dell’Egitto e il suo
vivace presente moderno”. Una cinquantina gli inviti recapitati
attraverso le ambasciate e i canali diplomatici egiziani ai
grandi di tutto il mondo. Prevista una quarantina di presenze a
vari livelli. La presidente del consiglio Giorgia Meloni ha
declinato l’invito due giorni fa, ma per l’Italia sarà presente
il ministro della Cultura Alessandro Giuli. Prevista la
presenza, fra gli altri, di Abu Mazen, presidente dell’Autorità
nazionale palestinese, Re Filippo del Belgio, la regina
Mary di Danimarca, l’Emiro del Kuwait, lo sceicco Mishal
Al-Ahmad Al-Jaber Al-Sabah, e il Presidente libanese Michel
Aoun. Invitati anche i vertici di Onu, Unione Africana e lega
Araba, segno, osservano alcuni funzionari, dell’intenzione
dell’Egitto di presentare l’inaugurazione del Gem come un
vertice culturale globale e il museo come un polo culturale e
scientifico internazionale.
L’inaugurazione era stata fissata per il 3 luglio, ma è stata
posticipata quando Israele ha attaccato l’Iran il 13 giugno,
scatenando una guerra di 12 giorni che ha chiuso lo spazio aereo
in gran parte del Medio Oriente. Prima di allora, il progetto
aveva dovuto affrontare una serie di battute d’arresto, tra
disordini, guerre e pandemia.
Domani sarà finalmente possibile ammirare l’intero tesoro di
Tutankhamon, il faraone bambino, e la sua splendida maschera
funeraria che gli ultimi studi hanno rivelato nascondere la
realtà di un giovane re minato dalle malattie che lo portarono
alla morte a soli 19 anni. Un edificio separato ospiterà la
barca solare del faraone Cheope, risalente a 4.600 anni fa, uno
dei più grandi e antichi manufatti in legno dell’antichità.
Dodici gallerie saranno affiancate da depositi aperti ai
ricercatori, laboratori e officine di restauro. Il museo sarà
aperto al pubblico dal 4 novembre.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA









