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Boom caro-uffici, un’app trasforma il modo di trovare uffici e coworking

di Redazione Economia Moderna
02/10/2025
in PMI e Business
Boom caro-uffici, un’app trasforma il modo di trovare uffici e coworking

«Nel giro di due anni, affittare uno studio a Milano è diventato il 50% più costoso, a Roma il 28%, a Napoli oltre il 10%. Le utenze sono salite fino al 50% e il contratto nazionale ha aumentato i costi del personale. In questo contesto, spazi flessibili e accessibili rappresentano un’esigenza concreta per il mercato. Gli spazi per investire sono enormi».

A dirlo sono Carlo Junior Uggiano e Giuseppe Esposito, fondatori della piattaforma Woolkye, una startup tecnologica che consente di trovare spazi di lavoro (uffici, coworking, sale) in tempo reale.

«Secondo le rilevazioni più recenti, il costo di uno studio professionale ha subito un’impennata in tutte le principali città italiane», spiegano ancora Carlo Junior Uggiano ed Esposito. «A questi dati si aggiungono le spese energetiche: tra il 2022 e il 2023 le bollette sono salite in media del 40–50%, e per il 2025 è prevista un’ulteriore crescita del 19,2%». Di fronte a queste pressioni economiche, una quota crescente di professionisti – da freelance a piccoli studi associati – sta rinunciando alla sede fissa, cercando soluzioni più agili e sostenibili.

«Il coworking non è più un fenomeno marginale», aggiungono i due imprenditori. «Per molti, rappresenta una risposta concreta a esigenze operative e gestionali. Ciò che prima era accessorio, oggi è parte integrante di un nuovo equilibrio professionale».

Dal 2018 a oggi, in Italia il numero degli spazi di lavoro condivisi è quasi raddoppiato: da 661 a oltre 1.200. La crescita è particolarmente marcata nelle regioni del Centro-Sud, dove si registrano incrementi superiori all’80%. Le città del Nord restano i poli più attivi, ma Napoli, Palermo, Bari e Catania mostrano dinamiche espansive più rapide.

A livello nazionale, questi spazi rappresentano circa il 2% del comparto immobiliare a uso ufficio. Secondo le proiezioni, potrebbero coprire fino al 30% del mercato entro il 2030. In Europa, la crescita si attesta su ritmi inferiori: l’Italia sta recuperando terreno, spinta anche dalla domanda generata da lavoratori autonomi e imprese con modelli ibridi.

I vantaggi? Meno vincoli, contratti flessibili, accesso a servizi condivisi (Wi-Fi, reception, sale riunioni) e maggiore mobilità. L’utilizzo a tempo o per singole giornate consente una gestione più efficiente dei costi e degli spazi.

«Nel quadro di questa trasformazione si inserisce Woolkye, progetto sviluppato a Napoli da un gruppo di giovani con competenze in sviluppo tecnologico, digital marketing e servizi alla persona», proseguono i due imprenditori. «L’app consente la prenotazione immediata di postazioni operative, studi, ambulatori e sale riunioni senza obblighi formali né limiti geografici. I pagamenti avvengono tramite canali digitali (carte, Apple Pay, Google Pay), con accesso anche a utenti privi di partita Iva».

Negli ultimi tre anni, oltre 45.000 lavoratori hanno scelto di trasferirsi stabilmente al Sud, pur mantenendo ruoli attivi in aziende con sede al Nord o all’estero. Questo flusso impone infrastrutture compatibili con la mobilità professionale, dicono gli studi di settore. Si chiama «south working», ed ha ampiamente superato la fase emergenziale. Avviato durante la pandemia, si è consolidato come fenomeno economico e demografico. Secondo i dati più recenti, circa 100.000 lavoratori hanno operato da remoto in contesti diversi dalla sede aziendale, con una percentuale significativa stabilitasi in modo duraturo in regioni meridionali.

Le motivazioni sono molteplici: costo della vita inferiore fino al 50%, disponibilità di immobili a prezzi accessibili, minor congestione urbana. Città medie come Lecce, Matera, Cosenza stanno attirando giovani professionisti grazie anche alla diffusione di spazi attrezzati e a un clima favorevole alla riconversione di immobili in ambienti di lavoro.

«Woolkye si propone di intercettare questa domanda in evoluzione, con un modello che consente a chiunque di mettere a disposizione il proprio spazio e a chi lavora di accedervi su richiesta», è la filosofia del progetto ideato all’ombra del Vesuvio ma, di fatto, proiettato su tutt’Italia e, in futuro, su tutt’Europa.

«In questo nuovo scenario, il successo non è più determinato dalla sede, ma dalla capacità di adattarsi», concludono Carlo Junior Uggiano ed Esposito. «E la geografia del lavoro segue logiche meno legate alla rendita immobiliare e più orientate alla funzionalità».

Prec.

Woolkye: l’app napoletana che apre l’ufficio al lavoro del futuro

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