“La reazione delle imprese
all’accordo Ue-Usa sui dazi è mista, e l’impatto sull’attività
economica nell’area euro e sui prezzi alla produzione continua
ad essere percepito come negativo”.
Lo scrive la Banca centrale europea in un’anticipazione di un
articolo del bollettino economico che contiene i risultati dei
recenti contatti con 71 principali imprese non finanziarie
dell’area euro.
“Anche se alcune vedono l’accordo sui dazi come un
compromesso ragionevole – scrive la Bce – molte sottolineano che
permangono incertezze, dato che i dettagli sono ancora confusi,
che ulteriori cambiamenti sono possibili e che vanno ancora
chiusi accordi con altre grandi economie”. “L’impatto
sull’attività nell’area euro è valutato negativamente, non solo
a causa del minor export verso gli usa ma anche alla luce di una
maggior competizione” sul lato dell’import verso l’area euro: un
probabile riferimento alla pressione competitiva della Cina.
Le imprese intervistate – spiega la Bce – descrivono “un
lieve migliroamento nelle condizioni di business, ma coerente
con una crescita dell’attività econolmica solo modesta”: il
manifatturiero risente negativamente dei dazi, con
“miglioramenti poco significativi attesi nel breve termine”.
L’attività nelle costruzioni “sta lentamente voltando pagina”
mentre “il settore dei servizi va verso una crescita buona o
ragionevole, legata soprattutto ai consumi nel turismo e
ospitalità, e investimenti in software, soluzioni per i dati e
Ia”.
La spesa per consumi e gli investimenti, complessivamente,
rimangono “deboli”, si legge nel documento.
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