“Parliamo di un furto che va dai
250 mila ai 300 mila euro, probabilmente è avvenuto l’altro ieri
di notte. Sono stati molto silenziosi, perché nessuno si è
accorto di nulla e le telecamere avevano un malfunzionamento”.
Lo riferisce all’ANSA Enzo Giangolini, 74 anni, titolare dal
1975 della gioielleria che porta il suo nome in via Commandino,
a Pesaro, che racconta della razzia di gioielli subita tra la
notte di giovedì e le prime luci di venerdì: in azione “banda
del buco” che ha forato il pavimento della gioielleria, portando
via gioielli vari, tra cui anche dei Damiani storici, che
avevano acquisito valore con il tempo.
“Hanno bucato il pavimento dal garage di sotto e sono entrati
svaligiando tutta la vetrata principale”, racconta il
gioielliere: “ad informarmi del furto sono stati i carabinieri
la mattina stessa, subito dopo che hanno ricevuto la
segnalazione di qualche residente del condominio del palazzo
che, entrato nel garage, ha visto il buco che portava alla mia
gioielleria”.
“Sono stati molto silenziosi, perché nessuno ha sentito
niente. – osserva Giangolini – Un tentativo simile lo avevo già
subito 25 anni fa, sempre da un’altra ‘banda del buco’, ma
all’epoca furono meno precisi. Sbagliarono le misure del furto,
spuntando sotto una delle vetrine che volevano svaligiare e
quindi non riuscirono a forare del tutto la pavimentazione.
Inoltre, mentre tentavano la rapina sono stati sorpresi da un
residente che aveva allertato le forze dell’ordine, portando
così al loro arresto”. I gioielli rubati “non hanno numeri o
codici identificativi, – lamenta il gioielliere – se li vedessi
probabilmente saprei però riconoscerli, perché c’erano pezzi
storici come dei Damiani di 20 o 30 anni fa, che non producono
più e che con il tempo hanno acquisito valore”.
Mentre Giangolini racconta l’episodio, una coppia di
residenti entra nella gioielleria per esprimergli solidarietà;
lo stesso aveva fatto una ragazza poco prima che aveva portato
al titolare dei cioccolatini per “addolcire la situazione”.
“La mia è un’attività storica, sono 50 anni che mi trovo qui. –
racconta il gioielliere – Anche ieri molte persone sono venute a
trovarmi in negozio o mi hanno scritto per esprimermi la loro
vicinanza, è qualcosa che mi fa piacere”. Comunque il furto
subito è stato un brutto colpo anche a livello psicologico.
“Diciamo che c’è stato un danno economico importante ed è
inevitabile che questo mi condizioni”.
Nel frattempo, proseguono le indagini dei carabinieri per
risalire agli autori del furto.
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