Decine e decine di bandiere esposte in Transatlantico. L’emiciclo di Montecitorio pieno, ma questa volta non di deputati italiani, bensì di rappresentanti istituzionali venuti da ogni parte del continente e non solo: dall’Armenia all’Ucraina, dalla Danimarca alla Francia, dalla Turchia alla Gran Bretagna.
Dopo 50 anni torna infatti alla Camera la conferenza europea dei presidenti di Parlamento che dibatteranno, in numerose sessioni, sui temi più caldi di attualità: IA e il mercato del lavoro; ruolo dei Parlamenti per rispondere alle crisi contemporanee; minacce ibride.
LA DIRETTA:
Ad aprire i lavori giovedì è stato Lorenzo Fontana che, nel corso della prima giornata ha avuto ben dieci incontri bilaterali. Il presidente della Camera ha ricordato come “il Parlamento italiano ebbe il privilegio di ospitare nel settembre del 1975 la prima storica Conferenza dei Presidenti delle Assemblee parlamentari europee. Fu un momento di particolare lungimiranza politica, che diede un impulso notevole allo sviluppo della diplomazia parlamentare – ha detto -. A 50 anni da quel primo passo, l’eredità di quella stagione conserva ancora una stringente attualità. Viviamo un frangente storico segnato da pressanti sfide che richiedono risposte e soluzioni quanto più possibile condivise. L’auspicio più sincero è di poter costruire insieme un cammino comune fondato sulla libertà, sulla democrazia e sulla pace”.
Presente anche il presidente del Senato Ignazio La Russa, che nel pomeriggio ha incontrato il presidente della Grande Assemblea Nazionale della Turchia, Numan Kurtulmus. “I Parlamenti qui rappresentati nel loro primario ruolo di cuore pulsante delle democrazie, sono pronti ad affrontare le sfide importanti del nostro tempo”, dalle “minacce ibride” all’IA, ha detto La Russa. A tutto ciò “la risposta non può essere solo nazionale, ma europea, solidale e collettiva. E proprio nei valori fondativi del Consiglio di Europa troviamo la forza per difenderci restando fedeli ai nostri principi”.
“Grazie di averci accolto a Roma e grazie di aver dato ai Parlamenti dell’Ue e non solo un luogo per incontrarsi e trovare risposte comuni – le parole di Petra Bayr, la Presidente dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa – .Una cinquantina di anni fa la primissima conferenza dei presidenti dei parlamenti si incontrò qui con Pertini all’epoca presidente della Camera”. Oggi “la democrazia, i diritti umani e lo stato di diritto sono sottoposti a grave pressione nei nostri stati membri, nei nostri stati osservatori e nei nostri partner per la democrazia. Il mondo che sogniamo è sempre un cantiere e ognuno di noi aiuta a costruirlo”.
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