Da migranti a operai del settore
cosmetico, per 24 persone il lavoro è stato una leva concreta di
inclusione, grazie alla seconda edizione di Bridge Builder, il
progetto dell’agenzia per il lavoro Gi Group e Intercos.
Dopo il successo dell’edizione dello scorso anno, che ha
coinvolto complessivamente 13 partecipanti, la nuova edizione,
svoltasi tra giugno e luglio, ha portato all’inserimento di
operai di produzione e operatori di linea produttiva, negli
stabilimenti del gruppo cosmetico a Dovera e Romanengo (CR)
Agrate Brianza (MB) e Olgiate Comasco.
“Sono davvero orgogliosa di veder crescere questo progetto,
nato dalla convinzione profonda e condivisa con Intercos che il
lavoro possa e debba diventare una leva fondamentale di crescita
e autonomia personali e di sviluppo per la collettività.
Attraverso un programma ad hoc basato su ascolto, formazione e
accompagnamento personalizzati, Bridge Builder ha permesso ai 24
partecipanti provenienti da contesti migratori di acquisire
nuove competenze, valorizzare le proprie attitudini e costruire
un proprio percorso professionale e insieme personale,
rispondendo al contempo al mismatch di professionalità in un
settore ad alta richiesta come quello cosmetico” ha spiegato
Marina Grisolia, Division Manager Beauty & Cosmetics di Gi
Group. “Vogliamo rendere il mondo
del lavoro più accessibile e creare condizioni in cui le persone
possano crescere, diventare autonome e mettere a frutto le
proprie capacità. Crediamo infatti che un ambiente di lavoro
aperto e inclusivo, capace di valorizzare esperienze e
punti di vista diversi, possa arricchire le persone e
contribuire alla crescita dell’azienda” ha aggiunto Maria
D’Agata, Group Chief HRO, Legal, Regulatory & CSR Officer di
Intercos.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA









