Una società statunitense
specializzata nell’estrazione di dati, accusata dalle autorità
americane di essere in realtà posseduta e gestita da russi, ha
lavorato a progetti finanziati dall’Ue e venduto i propri
servizi alle forze dell’ordine europee, incluse quelle italiane.
Lo scrive Politico.eu, sulla base di documenti visionati dal
giornale.
Si tratta di Oxygen Forensics, ha sede ufficiale in Virginia e
sviluppa software per estrarre e analizzare informazioni da
smartphone e computer. Il Dipartimento di Giustizia Usa sostiene
che il software fosse sviluppato e gestito da un team in Russia
diretto dal cittadino russo Oleg Sergeyevich Davydov.
Politico.eu cita un documento tecnico della Procura di Sassari
dell’aprile 2026 che elenca Oxygen Forensics tra i sistemi
utilizzabili dalla polizia giudiziaria per estrarre e analizzare
dati da dispositivi mobili.
Secondo Politico.eu, i prodotti di Oxygen Forensics sono stati
utilizzati in almeno due progetti finanziati dall’Ue sulla
raccolta, elaborazione e condivisione delle prove digitali. La
Commissione ha invece precisato che Oxygen non faceva parte dei
consorzi dei due progetti e non ha quindi ricevuto finanziamenti
Ue. Uno dei programmi, Inspectr, finanziato da Horizon 2020, ha
continuato a operare fino al 2023.
Secondo Politico.eu, i prodotti Oxygen sono stati inoltre
accreditati o acquistati da forze di polizia di diversi Paesi
europei, tra cui Germania, Spagna, Italia e Polonia. I
proprietari russi di Oxygen avrebbero inoltre controllato Mko
Systems, società che vendeva la stessa tecnologia di base
all’Fsb e al ministero dell’Interno russo. La denuncia americana
non sostiene che il software contenesse codice dannoso né che
Oxygen abbia avuto accesso non autorizzato ai sistemi o ai dati
dei clienti.
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