“Dovessi un giorno realizzare
un’inchiesta in Italia, deciderei di infiltrarmi in tutte le
manifestazioni Lgbt perché hanno veramente deciso di essere
assolutamente anti israeliane e non a favore della Palestina”.
Lo ha detto la giornalista franco marocchina Nora Bussigny che
ha condotto per un anno, sotto copertura, un’inchiesta
nell’ultrasinistra francese e sui Fratelli musulmani da cui è
nato il libro ‘I nuovi antisemiti’ (Seferottobre), nel quale c’è
anche un capitolo dedicato al caso italiano. “Per esempio, se
facessi un’indagine nel vostro paese – ha detto alla platea che
la ascoltava silenziosa – mi concentrerei sul ruolo
dell’organizzazione Samidoun che ha raccolto fondi in Italia per
Mohamed Hannoun, il presidente dell’Associazione Palestinesi in
Italia, dopo il suo arresto. E mi interesserei anche alle figure
politiche che si oppongono alla legge che dovrebbe essere varata
sull’antisemitismo perché è una legge molto chiara che non
vuole assolutamente mettere il bavaglio a quanti si esprimono
nei confronti del governo di Netanyahu e capire quali sono i
legami che appunto collegano queste figure politiche e i
movimenti militanti. Se è come in Francia avrò molto lavoro da
fare” ha spiegato Bussigny, 30 anni, che ha presentato il libro
la sera del 17 settembre a Pordenonelegge con l’ex primo
ministro francese Manuel Valls, che firma la prefazione, e il
giornalista Francesco Verderami. “Il problema non è la causa
palestinese, la causa palestinese è nobile, ma ne hanno fatto
un’altra ideologia antisemita contro i valori dell’Occidente,
contro i valori universali della democrazia” ha sottolineato
Valls all’Arena Europa del Festival.
“La tesi del libro è piuttosto semplice, chiara, cioè capire
in che modo l’empatia del tutto legittima nei confronti delle
vittime palestinesi sia stata strumentalizzata per altri fini”
ha raccontato Bussigny che ama molto l’Italia dove le piacerebbe
vivere. “Ho scelto il metodo sotto copertura per affrontare
questa mia inchiesta perché mi sono resa conto che il più delle
volte questi movimenti, questi militanti di ultrasinistra si
rifiutano di parlare con me. Perché in Francia, anche in Europa,
parlare di islamismo oggi corrisponde un po’ se vogliamo a fare
il gioco, questo è quello che ci viene rimproverato,
dell’estrema destra. Sorrido un po’ – ha aggiunto – perché io
stessa sono di origine franco marocchina e una parte della mia
famiglia è musulmana, quindi so perfettamente come le prime
vittime di questa forma siano veramente i musulmani”.
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