Un vero e proprio “tour delle
fontane” per raccontare ai turisti non solo la Salerno storica,
ma anche l’architettura moderna della città. È l’idea lanciata
dal sindaco di Salerno Vincenzo De Luca questa mattina, in
occasione dell’inaugurazione della Fontana delle Sirene, nei
pressi del Grand Hotel Salerno, al termine di un intervento di
recupero che ha interessato gli impianti idraulici ed elettrici,
le pompe e 60 ugelli. “Abbiamo realizzato delle cose talmente
belle che vale la pena far vedere ai nostri turisti, oltre che
la parte storica della città, anche le cose di architettura
moderna che stiamo realizzando”, ha detto De Luca, indicando un
possibile itinerario che parte dalla Fontana delle Stagioni in
via Ligea, passa per la Fontana dei Delfini alla rotonda e
arriva alla Fontana delle Sirene. Il sindaco ha definito il
recupero della fontana “un lavoro indescrivibile”, sottolineando
le difficoltà tecniche incontrate: “Sarebbe stato più facile
fare un palazzo di tre piani che recuperare la fontana”.
L’opera, progettata dall’architetto catalano Oriol Bohigas, è
stata arricchita con un intervento in ceramica di Solimene,
raffigurante una sirena distesa. De Luca ha anche richiamato
l’attenzione sulla necessità di tutelare la struttura dagli atti
vandalici. “Dobbiamo rispettarla. Evitare atti di vandalismo che
non mancano mai nella nostra città”, ha detto. Alla domanda su
come intervenire contro gli incivili, il sindaco ha risposto con
una battuta: “Io utilizzerei il lanciafiamme, come sapete, ma
c’è il codice penale. Il primo che viene a fare l’imbecille – ha
aggiunto ironicamente – sarà fucilato alla schiena”.
Subito dopo ha indicato la soluzione concreta: “Abbiamo
collocato un po’ di telecamere per il controllo” delle nuove
opere, così da poter individuare eventuali vandali. Il sindaco
ha quindi rivolto un appello ai cittadini: “Ho fiducia questa
volta che, almeno per orgoglio di salernitanità, sapremo
rispettare questa fontana che è davvero di una grande bellezza,
di una monumentalità unica”. Un invito, dunque, a sentirsi
“orgogliosi” della città e a contribuire alla tutela delle nuove
opere.
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