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Home Economia Italiana

Dolce&Gabbana, debito netto a 677,6 milioni: accordo con le banche fino al 2028

di Redazione Economia Moderna
28/08/2026
in Economia Italiana
Dolce&Gabbana, debito netto a 677,6 milioni: accordo con le banche fino al 2028

Il gruppo Dolce&Gabbana ha raggiunto un accordo con gli istituti di credito per rinegoziare il proprio debito e ottenere tempo fino al 2028. L’intesa arriva in una fase delicata dopo il superamento di alcune condizioni previste dai prestiti, i cosiddetti covenant. Secondo quanto emerge dal bilancio chiuso al 31 marzo e approvato dall’assemblea dei soci il 29 luglio, l’indebitamento finanziario netto del gruppo è salito da 511,1 milioni a 677,6 milioni di euro. Nel documento, la società spiega che il peggioramento è legato al “deterioramento dei flussi di cassa derivanti dall’attività operativa” e agli investimenti sostenuti nel periodo.

Dolce&Gabbana e l’accordo con le banche
Gli istituti di credito hanno rinegoziato gli accordi relativi a un finanziamento da 295,8 milioni di euro, suddiviso in due linee di credito. La nuova intesa consente al gruppo fondato nel 1985 da Domenico Dolce e Stefano Gabbana di avere più tempo per rispettare gli impegni finanziari. La relazione sulla gestione indica che la rinegoziazione si basa su una stima dei flussi finanziari per il periodo 2027-2031. Le previsioni includono una profittabilità in progressiva crescita, ma senza ipotesi di produttività straordinaria degli asset esistenti.
Per sostenere il piano finanziario, Dolce&Gabbana si è impegnata a chiudere entro un anno alcune operazioni straordinarie a cui sta lavorando. Tra queste rientra anche la vendita di immobili, indicata come una delle possibili leve per reperire risorse e ridurre la pressione sui conti. La scelta si inserisce in una strategia di rafforzamento della struttura finanziaria, dopo l’aumento dell’indebitamento e il superamento dei covenant sui prestiti.
I possibili immobili in vendita
A giugno AGI aveva già parlato della possibilità di vendita di alcuni immobili da parte del gruppo Dolce&Gabbana. In particolare si tratterebbe di alcuni edifici a Milano inclusi le sedi in zona Porta Venezia. Infatti il gruppo possiede alcuni immobili aziendali concentrati nel famoso quartiere milanese e che vengono utilizzati come uffici e showroom. Come un rapporto MarketBeat di Cushman e Wakefield, i canoni degli uffici nel quartiere centrale degli affari della città sono cresciuti con costanza, fino a 820 euro al metro quadrato l’anno nel primo trimestre, mentre gli spazi retail sono i più costosi d’Italia.
I fattori che hanno inciso sul bilancio
Il fatturato di Dolce&Gabbana è sceso del 2%, attestandosi a 950,5 milioni di euro. A pesare è stata soprattutto la divisione moda, che ha registrato una flessione complessiva dell’8%. Il margine operativo lordo è passato da un dato positivo di 26,9 milioni dell’esercizio precedente a un valore negativo per 8,9 milioni. La perdita finale si è attestata a 170,11 milioni di euro, in miglioramento rispetto al rosso da 204,1 milioni registrato nell’esercizio precedente.
Nel bilancio vengono indicati anche alcuni fattori esterni che hanno inciso sui risultati. Tra questi rientrano “l’acuirsi delle tensioni geopolitiche, in particolare nel Medio Oriente”, a partire da febbraio 2026, e l’imposizione dei dazi americani.

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