Va a Paolo Conte il
Premio Pascoli alla Carriera, perchè, “come Giovanni Pascoli,
Conte ‘scopre’ invisibili corrispondenze e restituisce
all’ordinario una nuova e sorprendente veste”. Lo scrive nelle
motivazioni la giuria del Premio promosso dall’Associazione
Sammauroindustria – presieduta da Daniela Baroncini, presidente
dell’Accademia Pascoliana – che riunisce l’imprenditoria di San
Mauro Pascoli (Forlì-Cesena).
Il premio alla carriera viene attribuito a discrezione della
giuria a personaggi che si siano distinti nelle varie arti a
livello internazionale sul poeta sammaurese. Nelle edizioni
passate è stato consegnato e ritirato da Mario Luzi, Giovanni
Giudici, Yves Bonnefoy, Adonis e Pupi Avati. Oltre al
riconoscimento alla Carriera, il Premio Pascoli, giunto alla
21/a edizione, ospita una sezione in Lingua e una in Dialetto
per opere edite: i vincitori di queste sezioni saranno
comunicati nei prossimi giorni.
Paolo Conte non ha mai fatto mistero di amare il poeta di San
Mauro: “Ho amato Hemingway, Simenon, ma soprattutto Pascoli”, ha
detto in un’intervista al Corriere della sera. Al critico
Alberto Sinigaglia, Conte ha confidato, quando scrive i testi
delle sue canzoni, di avere in mente il ritmo di Giovanni
Pascoli. Come evidenzia la motivazione del Premio, la sua musica
si caratterizza per “le rime eleganti e insolite, costruite su
un repertorio eterogeneo e inusitato di termini, alieni al
panorama della canzone italiana, e dalle inattese contiguità
fonetiche: forestierismi, forme dialettali, voci rare, allusioni
e ‘frizioni’ semantiche, apparenti nonsense, sono parte di quel
lessico contiano che accentua l’effetto straniante ed evocativo,
frutto di un personalissimo gusto poetico e di una sensibile
interpretazione di un ricco campionario di umanità. Conte scava
sotto la superficie, gratta ‘via un poco di scabro’ e rivela
l’essenziale. Con un lessico franco e un ritmo potente, i versi
del Maestro costituiscono un vero e proprio corpus poetico,
espressione di un approccio linguistico e letterario peculiare,
schietto e autentico”.
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