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Buoni fruttiferi postali o conti deposito, su cosa conviene investire nel 2026

di Redazione Economia Moderna
13/04/2026
in Economia Italiana
Buoni fruttiferi postali o conti deposito, su cosa conviene investire nel 2026

In un momento di volatilità dei mercati, causato dall’instabilità geopolitica globale, scegliere strumenti che sappiano proteggere i propri risparmi e allo stesso tempo producano un reddito non è semplice. I buoni postali e i conti deposito possono però essere una buona soluzione perché permettono di ottenere un piccolo rendimento senza rischi. Così si evita che il denaro fermo sui conti correnti possa perdere valore di acquisto nel tempo a causa dell’inflazione. Ma su cosa è meglio investire adesso?

Come funzionano i conti deposito
I conti deposito sono strumenti di risparmio messi a disposizione dagli istituti di credito con l’obiettivo di generare interessi sul denaro lasciato in deposito. Funzionano in questo modo: si affida un capitale alla banca per un determinato periodo, anche lungo, e in cambio si riceve un rendimento sotto forma di interessi. Più la somma resta depositata, maggiore è il guadagno che si riceve – anche se ciò dipende dalle condizioni offerte al momento della sottoscrizione.
Esistono due tipologie principali di conti deposito:

conti deposito liberi;
conti deposito vincolati.

Con i vincolati ci si impegna a non toccare la somma depositata per un periodo che può arrivare anche a 10 anni. In cambio, si riceve un tasso di interesse generalmente più alto dell’altra modalità. Nel caso si prelevi il denaro in anticipo, però, è possibile non solo che si perdano gli interessi maturati ma che si debba pagare una penale. È quindi importante leggere sempre le condizioni contrattuali. I conti deposito liberi, invece, permettono di ritirare i risparmi in qualsiasi momento senza pagare alcuna penale. Proprio perché c’è una maggiore libertà, i tassi di interesse di solito sono più bassi.
Come funzionano i buoni fruttiferi postali
I buoni postali sono prodotti distribuiti sul mercato da Poste Italiane ed emessi da Cdp. Funzionano in questo modo: una volta acqusitati, il capitale investito genera interessi secondo le condizioni stabilite in partenza. A differenza dei conti deposito, però, sono più flessibili. Se il rimborso viene chiesto con anticipo, infatti, non ci sono costi o penali da pagare.

Anche in questo caso, però, è importante controllare le condizioni contrattuali. Nel caso si scelga di sottoscrivere il buono Premium 4 anni, ad esempio, per ricever gli interessi si dovrà attendere la fine del quarto anno. Prima di tale periodo, infatti, si avrà diritto solo alla restituzione del capitale sottoscritto.
Chi garantisce per questi investimenti
I conti deposito e i buoni fruttiferi postali sono strumenti a basso rischio. I primi sono infatti garantiti dal Fondo Interbancario di tutela dei depositi (Fitd) fino a 100.000 euro per ogni singola banca e depositante. In pratica:

se si possiedono 80.000 euro si è coperti per l’intero importo se la banca fallisce;
se si possiedono 120.000 euro depositati su un conto deposito, il Fondo ne rimborsa 100.000 e i restanti 20.000 euro rientrano nelle procedura di liquidazione ordinaria – per cui si rischia di perderli;
in caso di conto cointestato a due persone, ogni cointestatario è protetto fino a 100.000 euro per un totale di 200.000 euro presso la medesima banca.

I Bfp sono invece garantiti dallo Stato italiano.
Meglio investire in Bfp o conti deposito?
Quali dei due prodotti scegliere al momento, dipende soprattutto dall’orizzonte temporale necessario. I depositi vincolati, possono convenire soprattutto per le durate brevi e medie in quanto tendono ad offrire dei tassi di interesse più alti rispetto ai buoni postali.
Bisogna però considerare anche la flessibilità. In questo senso i buoni postali, come abbiamo visto, sono solitamente più vantaggiosi perché è possibile recuperare il denaro senza penali in ogni momento.
Attenzione alla tassazione. I buoni fruttiferi postali beneficiano di un’imposta agevolata sugli interessi del 12,50% contro quella ordinaria del 26% che viene applicata ai conti deposito. Ciò significa che un tasso lordo più elevato non si traduce in automatico in un guadagno superiore. L’imposta di bollo è uguale allo 0,20% in tutte e due i casi.
In termini di rendimenti puri, quindi, i conti deposito possono risultare più convenienti, soprattutto se si è disposti al vincolare il denaro. I buoni, invece, risultano più adatti a chi desidera una maggiore flessibilità e una tassazione più favorevole.
Qualche esempio di rendimento
Facciamo qualche esempio di rendimento.
Conto deposito Cherry Bank vincolato
Tra i migliori conti deposito del 2026 c’è quello di Cherry Bank vincolato che offre i seguenti tassi di interesse annui lordi:

3,25% dopo 6-12 mesi;
2,20% dopo 18-24 mesi;
3,25% dopo 36 mesi;
3,50% dopo 48-60 mesi.

Volendo investire 2.000 euro in tale conto, dal calcolatore messo a disposizione dalla banca, si evince che dopo 5 anni il totale netto sarà di 2.259,00 euro. Nel calcolo non è però considerata l’imposta di bollo che va sottratta al totale netto e si paga alla fine del vincolo. Scegliendo tale tipologia di conto non è previsto lo svincolo anticipato.
Buoni fruttifero postale 4 anni Premium
Tra i migliori buoni postali di breve periodo c’è invece il Premium 4 anni, riservato a chi apporta nuova liquidità fino al 7 maggio 2026, salvo chiusura anticipata sul libretto di risparmio postale e/o sui conti correnti BancoPosta mediante:

addebito stipendio/pensione;
versamento assegno circolare/bancario;
bonifico bancario.

La nuova liquidità deve essere poi trasferita sul libretto Smart, qualora non sia stata già versata su quest’ultimo, tramite girofondo. Questo titolo offre un tasso di interesse annuo lordo del 3% alla fine del quarto anno. Il rimborso si può chiedere in ogni momento ma se si effettua tale operazione prima di tale arco temporale, si ha diritto solo alla restituzione della cifra investita.
Supponendo di voler investire 2.000 euro in tale titolo, dal calcolatore messo a disposizione da Poste Italiane, si evince che dopo 4 anni il valore di rimborso netto alla scadenza è di 2.219, 64 euro. Anche in questo caso nel calcolo non è considerata l’imposta di bollo che si calcola in base alla normativa vigente e al momento del rimborso.
Buono fruttifero postale 4 anni Plus
Tutti possono invece sottoscrivere il buono 4 anni Plus che dura 4 anni e offre alla scadenza un tasso di interesse lordo dell’1,25%. Significa che se si chiede il rimborso prima dei quattro anni, si ha diritto solo al riconoscimento del capitale investito.
Nel caso si vogliano investire 2.000 euro in tale titolo, al termine dei 4 anni, come rileva il calcolatore di Poste Italiane, si ottiene un rendimento netto di 2.107,39 euro senza calcolare l’imposta di bollo.

Le indicazioni contenute in questo articolo hanno uno scopo esclusivamente informativo, possono essere modificate in qualsiasi momento e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza finanziaria con figure professionali specializzate. QuiFinanza non offre servizi di consulenza finanziaria, di advisory o di intermediazione e non si assume alcuna responsabilità in relazione a ogni utilizzo delle informazioni qui riportate.

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