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Lombardia e Catalogna uniscono le forze: nasce l’asse europeo della chimica tra industria, innovazione e politica

di Redazione Economia Moderna
27/03/2026
in PMI e Business
Lombardia e Catalogna uniscono le forze: nasce l’asse europeo della chimica tra industria, innovazione e politica

Via all’alleanza tra due poli industriali per rafforzare il settore, tra sostenibilità e coordinamento nelle politiche Ue.Nel cuore della manifattura europea prende forma un nuovo asse strategico: quello tra Lombardia e Catalogna. Due tra le regioni più industrializzate del continente, accomunate da una forte vocazione produttiva, da un tessuto di piccole e medie imprese altamente specializzate e da una consolidata capacità di innovazione. Negli ultimi mesi, quella che era una collaborazione storica si è trasformata in qualcosa di più strutturato: una vera e propria alleanza industriale, con un focus particolare su un settore chiave come la chimica.
L’incontro di Milano tra Guido Guidesi, assessore allo Sviluppo economico della Regione Lombardia, e Miquel Sàmper, ministro alle Imprese e al Lavoro della Generalitat de Catalunya, rappresenta un passaggio decisivo in questo percorso. Dopo l’intesa avviata a Barcellona nel novembre 2025, le due istituzioni hanno scelto di rafforzare ulteriormente il coordinamento, puntando su una collaborazione stabile tra ecosistemi industriali e su un posizionamento più incisivo a livello europeo.
“Lombardia e Catalogna sono due Regioni affini dal punto di vista economico e sociale e contribuiscono in maniera determinante al Pil europeo”, ha sottolineato Guidesi. “Collaborare in modo strutturale significa potenziare il sostegno ai comparti strategici come la chimica, settore vitale per la competitività internazionale dei nostri territori”.
Una leadership condivisa nella chimica europea
Il rafforzamento dell’asse Milano-Barcellona si inserisce anche nella cornice dell’European Chemical Regions Network (Ecrn), la rete che riunisce le principali regioni chimiche europee. Da gennaio 2026 la presidenza è passata alla Catalogna, raccogliendo il testimone da una Lombardia che negli ultimi due anni ha avuto un ruolo da protagonista.
Durante la guida lombarda, la rete ha registrato una crescita significativa: i membri sono raddoppiati, passando da 10 a 21, e sono stati attivati progetti per circa 19 milioni di euro, oltre a un rafforzamento del dialogo diretto con la Commissione europea. Oggi la Lombardia mantiene una posizione centrale come vicepresidente con delega alle alleanze strategiche, confermando la propria influenza nella governance del settore.
La Catalogna, dal canto suo, assume la guida con un obiettivo chiaro: accelerare la competitività e la sostenibilità della chimica europea in un contesto globale sempre più complesso. “L’intesa con la Lombardia è strategica”, ha dichiarato Sàmper, “perché permette di rafforzare le sinergie e sostenere un settore fondamentale per l’economia industriale, soprattutto in un momento di incertezza internazionale”.
Due ecosistemi industriali complementari
La collaborazione tra le due regioni non si limita a una dimensione istituzionale, ma punta a una vera integrazione tra sistemi produttivi. La Lombardia è la prima regione manifatturiera d’Europa e conta circa 45mila addetti nel settore chimico, con un ruolo di primo piano nella chimica fine e specialistica. La Catalogna rappresenta invece uno dei principali poli chimici del Mediterraneo, con un settore che vale il 12,5% del Pil regionale e una forte integrazione tra industria e ricerca.
Entrambe condividono un modello basato su distretti avanzati, forte orientamento all’export e una stretta collaborazione tra pubblico e privato. È su queste basi che è stata costruita una cornice operativa concreta: gruppi di lavoro congiunti, incontri bilaterali periodici e priorità condivise su innovazione, sostenibilità e formazione.
La chimica come infrastruttura della manifattura
Al centro dell’alleanza c’è una consapevolezza comune: la chimica non è solo un settore, ma una piattaforma abilitante per l’intero sistema industriale. In Lombardia si stima che il 98% dei prodotti manifatturieri abbia una componente chimica, un dato che evidenzia quanto il comparto sia trasversale e strategico.
Dalla farmaceutica ai materiali avanzati, dall’automotive all’edilizia sostenibile, la chimica rappresenta un driver di innovazione tecnologica e un elemento chiave per la transizione ecologica. Lo stesso vale per la Catalogna, dove il settore è il principale comparto esportatore e uno dei pilastri dell’economia regionale.
In questo scenario, Lombardia e Catalogna stanno lavorando su tre direttrici principali: innovazione e ricerca, attraverso la partecipazione congiunta a programmi europei; sviluppo delle competenze, per colmare il gap di talenti nel settore; e transizione ecologica, con l’obiettivo di diventare laboratori europei della chimica sostenibile.
Un’alleanza anche politica
Oltre alla dimensione industriale, l’asse Milano-Barcellona ha una forte valenza politica. L’obiettivo è presentarsi in modo coordinato a Bruxelles, influenzando le politiche europee su energia, regolamentazione industriale e finanziamenti alla transizione. In questo senso, l’Ecrn si conferma uno strumento strategico: una piattaforma attraverso cui le regioni ad alta intensità chimica possono fare massa critica e incidere sulle decisioni comunitarie.
La collaborazione tra Lombardia e Catalogna si inserisce in un contesto più ampio: la necessità per l’Europa di difendere e rilanciare la propria base industriale in un momento segnato da costi energetici elevati, competizione globale e pressioni regolatorie. L’asse tra le due regioni può diventare un modello replicabile: integrazione tra territori industriali avanzati, coordinamento politico e valorizzazione delle filiere strategiche. Non si tratta solo di un accordo regionale, ma di un tentativo concreto di ridefinire il ruolo della manifattura europea nel lungo periodo. In questa prospettiva, la chimica torna al centro della politica industriale. E l’asse Milano-Barcellona si candida a diventarne uno dei principali motori.

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