Ascolta la versione audio dell’articoloDi nuovissimo c’è che Netflix ha scelto Cinecittà per girare la serie tratta dal videogioco Assassin’s Creed, un best seller con 230 milioni di copie vendute nel mondo. Denzel Washington a breve tornerà con una produzione epica su Annibale, diretto da Antoine Fuqua. «L’obiettivo è continuare a portare nei nostri teatri produzioni internazionali e nazionali, dimostrando che non c’è posto migliore al mondo per farlo». Manuela Cacciamani ha preso le redini di Cinecittà come amministratore delegato a luglio del 2024. Una pianta degli studi grande un metro per un metro, posta a terra nel suo ufficio, racconta la Cinecittà storica accanto a quella in trasformazione. Come se da luogo di storie che si susseguono nella finzione a getto continuo, una dietro l’altra, la casa del grande cinema italiano sia entrata essa stessa a forza di cose in un processo di evoluzione creativa. Anche il Pnrr, in questo, ha fatto la sua. «Dal mio arrivo sono stati investiti più di 110 milioni che si sommano agli 89 già impegnati in precedenza. A giugno arriveremo ad offrire 21mila metri quadrati in più alle produzioni, 25 teatri di posa, dieci ettari di aree esterne disponibili».Partiamo dai conti, i ricavi 2025 sono in linea con gli obiettivi?Loading…Si chiude con un utile di 1,5 milioni euro prima delle imposte. Tutti i dati sono straordinari, siamo tornati a registrare utili, cosa che non accadeva dal 2019 visto che i bilanci 2022 e 2023 sono stati rettificati. Le previsioni sono state raggiunte e superate, sia in termini di raffronto all’esercizio 2024, sia in rapporto al budget. Il fatturato commerciale è cresciuto di 8,9 milioni euro rispetto al 2024. L’Ebitda risulta positivo per 14 milioni rispetto al dato di +7 milioni del 2024. Il piano industriale ipotizzava ricavi dell’area commerciale per 25 milioni e invece siamo arrivati a oltre 30,4.Cosa ha funzionato in particolare?Devo sottolineare il fronte dei costi che, complessivamente, scendono di dieci milioni. Di questi, oltre cinque sono puri risparmi sugli acquisti di servizi da terzi, internalizzando i processi, e razionalizzando il costo del lavoro grazie all’efficienza del personale.







