Firmato nella sede del Comando
Generale della Guardia di finanza un memorandum
tecnico-operativo che istituisce “un quadro stabile di
collaborazione per la tutela e la promozione del settore nautico
nazionale”. Il memorandum è stato sottoscritto dal presidente di
Confindustria Nautica Piero Formenti e il Capo di Stato Maggiore
del Corpo, generale di divisione Giuseppe Arbore.
La Guardia di finanza ‘porta in dote’ il presidio
economico-finanziario del mare: contrasto ai traffici illeciti,
controlli sulla filiera, protezione del made in Italy e della
concorrenza leale. Confindustria Nautica rappresenta cantieri,
accessoristi e service che fanno della nautica italiana un
marchio riconosciuto nel mondo. Insieme, le due parti “vogliono
tradurre questa complementarità in azioni concrete: più legalità
per le imprese corrette, più fiducia per gli acquirenti, più
attrattività per gli investitori, più sicurezza per i
diportisti” si legge nella nota di Confindustria nautica.
L’intesa prevede attività di informazione e prevenzione, come
lo sviluppo di progetti interdisciplinari, guide di settore e
campagne mirate a imprese e consumatori; l’organizzazione e la
partecipazione a saloni, convegni e workshop per diffondere
standard di trasparenza e best practice; interventi congiunti in
istituti tecnici, Its e università per promuovere la cultura
della legalità e l’orientamento professionale nella blue
economy.
“Mettiamo a sistema esperienza operativa e conoscenza della
filiera – ha detto il generale Arbore -. Dove c’è legalità,
crescono innovazione e occupazione”. “Questo protocollo dà alle
nostre aziende un interlocutore stabile e competente – ha
aggiunto Formenti -. È un moltiplicatore di fiducia per l’utenza
e la collettività della nautica”. Le parti, attraverso un tavolo
tecnico, si impegnano a monitorare le attività con incontri
semestrali e indicatori condivisi (segnalazioni di anomalie di
mercato e fenomeni di illiceità, iniziative formative, eventi
promozionali di settore), rendicontando pubblicamente i
progressi.
Il comparto nautico italiano vale ricerca, design e
occupazione specializzata: con questa firma, “le istituzioni e
l’industria scelgono di navigare nella stessa direzione”.
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