Il ministro degli Interni
venezuelano Diosdado Cabello, che è anche segretario generale
del partito al governo, ha affermato che il ‘chavismo’ al potere
nel Paese sudamericano non è né “messo alle strette” né “in
ritirata”, nonostante la cattura dell’ex presidente de facto
Nicolás Maduro il 3 gennaio a Caracas da parte dell’esercito
americano e le numerose concessioni fatte a Washington.
“L’unica opzione che abbiamo sarà sempre la vittoria, e
questa è garantita dall’unità del popolo, dal proseguire sulla
strada di Hugo Chávez, dal continuare a rafforzare la
Rivoluzione bolivariana affinché cresca ogni giorno di più”, ha
detto durante un comizio nella città di Trujillo, affiancato dal
figlio di Maduro, il deputato Nicolás Maduro Guerra.
Queste parole arrivano dopo che la presidente ad interim
Delcy Rodríguez, in poco più di due mesi, ha rimosso vari
funzionari nominati da Maduro e promosso riforme come quella
della legge sul petrolio per aprire il settore agli investimenti
stranieri. Il tutto nell’ambito della ripresa delle relazioni
con gli Stati Uniti, dopo sette anni di rottura e isolamento.
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