Ascolta la versione audio dell’articoloA 26 anni Luca Ferro racconta che «il punto non è quanto guadagni» ma «la crescita che l’esperienza di lavoro ti consente» e «cosa puoi fare con il tuo stipendio. Io dopo 3 anni di lavoro convivo in un appartamento nel centro di Berna, posso andare in vacanza due volte all’anno e sto mettendo da parte dei risparmi per il futuro».Luca è un ingegnere del Politecnico di Milano, appassionato di robotica che dopo molti colloqui prima per uno stage e poi per un lavoro vero e proprio ha scelto di andare a vivere nella vicina Svizzera. Perché chiediamo. «Era coerente con quello che cercavo sia dal punto di vista professionale che delle condizioni di ingresso nel mercato del lavoro».Loading…La sua prima esperienza professionale è stata uno stage retribuito con 1.300 franchi netti al mese in una multinazionale con 50mila dipendenti e «con una mentalità molto strutturata e internazionale dove sono stato accolto in un programma per giovani talenti, senza dovermi preoccupare degli aspetti più burocratici e pratici. Un team dedicato mi ha aiutato nella ricerca di un appartamento a canone agevolato e nell’apertura di un conto corrente, anche questo agevolato, consentendomi di concentrarmi sul lavoro fin da subito. Pur essendo in stage mi hanno anche offerto la possibilità di lavorare da casa e di gestire il tempo e le attività in autonomia».Dopo la laurea, nel 2023 è arrivata un’offerta di assunzione per un anno «con un contratto da 65mila franchi annui a una tassazione molto bassa che si traduceva in 4mila franchi netti al mese – racconta -. Lo stipendio che avevo era molto più alto di tutte le offerte che avevo ricevuto in Italia. A Milano le proposte non arrivavano mai oltre i 24-25mila euro lordi. Con uno stipendio così tra affitto e spese non avrei mai potuto avere nè una reale autonomia, nè la possibilità di mettere da parte nulla. In Svizzera, pur essendoci un costo della vita alto, con 4mila euro netti al mese iniziali ho avuto questa possibilità».Dopo la prima esperienza durata un anno, l’ingegner Ferro ha iniziato a cercare una nuova opportunità che ha trovato in una multinazionale nella Svizzera tedesca, a Berna dove da due anni sviluppa simulatori per applicazioni ingegneristiche, con clienti internazionali. «È un’esperienza molto stimolante, dopo un solo anno avevo già la responsabilità di seguire circa 40 partner software internazionali, pur essendo relativamente junior in quell’ambito. E poi ho condizioni di lavoro davvero uniche, anche nella gestione del tempo. Posso lavorare fino a 4 giorni da casa, anche dall’estero, fare 6 ore invece di 8 oppure spezzare la giornata ».







